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VAL LAG E
O SIA
L'EROE SCOZZESE
MELO DUI M MA S E RIO
DEL SIG. FELICE ROMANI
DA «.APPRESESTARSI
NELL'IMPERIALE REGIO TEATRO ALLA SCALA
nel carnevale dell'anno 18 >o,
MILANO BALLA STAMPERIA DI GIACOMO PIROLA tUì'ì neon tro ai dello I. R<» Teatro*
I
ARGOMENTO.
3
Odori rdo I. Re d9 Inghilterra macchinava di dominare la Scozia. Per ottenere V intento, si fece arbitro delle contese insorte fra Bruce e Ba- ttolo ambidue pretendenti a quel Regna dopo la morte d' Alessandro IH e sostenne i diritti del secondo, uomo timido e facile ad essere sedotto, il quale sconfitto in battaglia , e fatto prigioniero fu costretto a cedergli la corona. Mal sopportan- do gli Scozzesi V aspro giogo di Odoardo, invano combatterono due anni interi conpro di lui, finché sorse un Eroe, Guglielmo Wallace y il quale in poco tempo scacciò gV Inglesi di Scozia , e glo- riosamente cominciò a governarla in nome di Bruce. Ma la discordia cT alcuni capi , e principalmente V invidia di Giovanni Cumino, che come parente di Bruce, pretèndeva a lui convenirsi la reggenza di Scozia, costrinsero Wallace a bandirsi dal paese che avea con tanto amore difeso, e a rifug- girsi in Francia dove Bruce , scampato dalle insidie di Odoardo, non fu lento a raggiungerlo. Forti quivi ambidue dei soccorsi ad essi conceduti dal Re Filippo, deliberarono di ritornarsene in- sieme in Iscoziay e di proseguire la guerra. Vi giunsero nel momento che il traditore Cumino tacitamente patteggiava cogli Inglesi la servità
della patria ; e qui comincia V azione del Melo* dramma. Il nodo di questo , V eroico amore di Vallare e di Elena Mar figlia dyun prode capo scozzese morto in battaglia contro gli Inglesi , e V odio che Giovanna Mar matrigna cf Elena uvea giurato a V alluce, perchè da lui era stata sprezzata in amore, son tratti da un famoso Ro- manzo Inglese , intitolato i Capi Scozzesi.
Risìrhìgere in poche pagine tante cose impor- tanti descritte in cinque volumi, e comporre per così dire in un sol gruppo innumerevoli fila che formano V orditura di lunghissima istoria, era impresa diffìcile a compiersi senza incorrere in alcuni difetti. Egli è per questi che V autore del Melodramma implora V indulgenza dei gentili Lettori.
PERSONAGGI.
5
ODO ARDO, Re d'Inghilterra. Sig. Claudio Bonoidi.
VALLA CE, Reggente di Scozia, Signora Carolina Bassi,
.-BRUCE, Re di Scozia.
Sig. Francesco Biscottini.
CUMINO , intruso Reggente di Scozia* Sig. Giuseppe Fioravanti.
ELENA MAR, nobile scozzese, amante di Yallace» Signora Violarne Camporesi.
GIOVANNA MAR, matrigna di Elena, sorella di Cumino.
Signora Adelaide Ghinzani*
GLOCESTER, confidente di Odoardo, Sig. Alessandro De Angeli.
[ Popolo e Capi scozzesi. Coro di < Uffiziali inglesi. ( Rabdi.
Comparse.
Popolo, Guerrieri scozzesi, e Soldati inglesi
La Scena è in Iscozia nella fortezza di Stirlinga e nelle vicinanze.
Musica nuova del sig. Minestro Giovanni Pacint,
Le Scene sono tutte nuove disegnate e dipinte dal sig. Alessandro Sanquiaico.
Supplimenti alle prime parti cantanti Signora Serafina Rubini, Signora Lutgard Annibaldi. Signora Adelaide Ghinzani. Sig. Giovanni Carlo Berretta.
Maestro al Cembalo Sig. Vincenzo Lavigna. m Primo Violino , Capo d! Orchestra Sig. Alessandro Rolla. filtro primo Violino in sostituzione al Sig. Rolla Sig. Giovanni GavinatL Primo Violino de9 Secondi
Sig. Pietro Bertuzzi. Primo Violino per i Balli Sig. Ferdinando Pontelibero. Primo Violoncello al Cembalo Sig. Giuseppe Storioni. Altro primo Violoncello Sig. Vincenzo Merighi. Primi Clarinetti a perfetta vicenda. Sig. Pietro Tassistro. — Sig. Felice Corradi. Primo Corno di Caccia Sig. Agostino BelolL Primo Fagotto Sig. Gaudenzio Lavaria.
Primo {jortlr abbasso Sig. Giuseppe Andreoli. Suonatrice & Arpa Signora Teresa Vergani vedova Sabione.
Direttóre del Coro Sig* Gaetano Bianchi.
7
^Copista, e proprietario della Musica Sig. Giovanni Ricordi,
Capo Macchinista Sig. Francesco Pavesi.
Sotto- Capo Sig. Gervaso Pavesi.
Capi Illuminatori . Tommaso Alba. — Sig. Antonio Moru«i,
m nmm « mi m
Capi Sarti Da uomo Da donna
Antonio Rossetti. Sig* Antonio MajoH*
Attrezzista Sig. Raimondo Fognari.
Berrettoimro Sig* Giosuè Parravicino.
Parrucchiere Sig. Innocente Bonacina.
•8 PERSONAGGI BALLERINI.
Inventori e Compositori de1 Balli Sig. Vigano Salvatore. — Sig. Bertin i Filippo. Primi Ballerini serj Sig. Blasis Carlo. — Signora Pallerini Antonia. Primi Ballerini per le parti serie Signori
Molinari Nicola. — Bocci Giuseppe. •
Signora Bocci Maria. Primi Ballerini per le parti giocose Signora Vigano Celeste. — Sig. Francolini Giovanni. Primi Ballerini di mezzo carattere Signori
Trigamhi Pietro, Ciotti Filippo, Baranzoni Giovanni, Pàllerini Girolamo, Bianchi Giovanni , Chiocchi Odoardo , Bedotti Antonio. Altri Ballerini per le parti Sig. Trabattoni Giacomo. - Sig.Bianciardi Carlo. - Sig. Siley Antonio.
Maestri di Ballo, ed Arte MimicadeW Accademia degli IL RR.Teatri
Signori
I/A-Chapelle Luigi. — Garzia Urbano. — Villeneuve Carlo,
Allievi dell'Accademia suddetta Signore
AHsio Carolina , Gregorini Adelaide , Rossi Francesca , Brugnoli Amalia ,
Rinaldi Lucia, Grassi Adelaide, Olivieri Teresa, Zampuzzi Malia, Bianchi Angela , Trezzi Gaetana, Valenza Giuseppa, Valenza Caroliua,
Viscardi Giovanna, Guaglia Gaetana, Ravina TE&tei , Eìli Carolina, Savio Giuseppa , Calcano Maria , Cesaraui Adelaide , Novellau Luigia, Cesarani Rachele, Rebaudengo Clara, Carbone Teresa , Casali Carolina , Turpini Giuseppa, Migliavacca Vincenza. Signori
Villa Giuseppe, Massini Federico , Trabattoni Angelo, Casati Giovanni.
Pignori Nel va Giuseppe
Goldoni Giovanni. Arosio Gaspare. Parrà vicini Carlo. Prestinari Stefano. Za noli G aetano. Rimoldi Giuseppe. Cilterio Francesco. Corticelli Luigi. Tadiglieri Francesco, Conti Fermo. Cipriani Giuseppe. Rossetti Marco. Maessani Francesco. Gavotti Giacomo, Sedini Luii»i.
Corpo di Ballo
Signore Ravarini Teresa.
Albuzio Barbara. Trabattoni Francesca. Bianciardi Maddalena. Fusi Antonia. Nelva Angela. Barbini Casati Antonia. Rossetti Agostina. Feltrini Massimiliano. Bertoglio Rosa. Pvlassini Caterina. Mangini Anna. Cosiamagìia Eufrosia, Bedotti Teresa. Pitti Gaetana, Ponzoni Matia.
Supplementi ai primi Ballerini Signora Bocci Maria, ^ig. Ciotti Filippo. — Sig. Ti :igambi Pietro, — Sig. Bianchi Giova»»».
ATTO PRIMO.
SGENA PRIMA.
Interno delle mura di Stirlinga.
Popolo e Soldati della guarnigione , dispersi per la scena in differenti gruppi? e in atto d'inquietudine.
acion le trombe e i timpani , Cessan de' Bardi i carmi... Ciel , de' nemici popoli Qual fia che tu risparmi? Qual degli avversi eserciti 11 tuo favore avrà ! Se pe* suoi re combattere E' giusta e santa impresa, Alfm sarai tu l'arbitro. Di si fatai contesa , E il pardo altier dell' Ànglia Domato al suol cadrà, (odesi strepito d* armi- fuori delle mura) Ma silenzio... d'intorno più forte
Squilla il suon de' strumenti guerrieri, L'incalzar de' correnti destrieri Si avvicina e maggiore si fa. Ah ! che forse di Scozia la sorte E' decisa , e più speme non ha.
Coro.
ATTO
SCENA IL
è
Cumino e detti.
ìOum.Ij Anglia ha vinto: il sangue nostro Tinse invan dell' Eska il campo , Altro a noi non resta scampo Che prostrarsi al vincitor. Coroidèi prostrarsi? O scorno estremo!.,, Cum. Tal del fato è il rio tenor. Coro Pria trafitti al suol cadremo ,
Ma fia salvo il nostro onor. Cum. ScoBsigliati ! è spose, e figli A perir non condannate. Nell'estremo dei perigli 11 piegar non è viltà. Di Odoardo non stancate La clemenza e la pietà,
Tulli.
Coro f A qual punto avversa sorte , l A qual* onta ne riduce ! | Altra via che infamia o morte ! A noi tutti non restò. tOh Vallace l Oh nostro duce ! J 11 valor con te mancò. Cum, j Si , cediamo ... A miglior sorte
Riserbiamo il braccio e il petto, Vero è prode , è vero forte Quei che in van non s' ostinò. (Dalla pace io tutto aspetto, , Le mie brame io compirò,) Disperato consiglio
PRIMO. y ii
Non prendete o scozzesi. Ornai dell'armi La fiducia è perduta , e solo è posta Nel perdon d' Odoardo La salvezza comun.
Uno del Coro ( Vile ! )
Un altro (Codardo \ )
Cum. Alcun di voi, guerrieri,
Or sento mormorar. In voi pur anco Vive lo spirto audace DelP esule Vallace . , .
Uno del Coro Al di lui nome
Non far onta , o Cumin !
Cum. - Folli, ei tentava
Farsi sgabello al trono Del vostro capo . . . ei re si fea , non duce.
UnaltroEi combatteva, egli vincea per Bruce*
Cum.Neì suo pensier chi lesse?
Assai l'opra parlò... Ma che mi giova
O scozzesi il garrir. Tosto dei capi
Si radupi il consiglio, e si decida
Se avrà la Scozia da noi scampo o scempio.
Colà v'attendo, i
Uno del Coro ( È un traditore.,)
Un altro (È un empio.)
(partono tutti dietro Cumino )
SCENA III. Fallace e Bruce.
ralÀ]
Ifin slam giunti. De' tuoi padri, o prence Premi il sacro terren. Bru. Oh mio Vallace f
Lo rivedo per te . . . pianto di gioja M'inonda il ciglio, e pianto d ira insieme.
vj ATTO
Valivi te coraggio e speme Da tal vista si accresca.
Bru. Ah sì! vedrai
Come al tuo fianco alfin risorga , e come Combatta Bruce.
Val. Ah non scoprir tuo nome.
Qui Bruce non sei tu. Del re Francese Guerriero sei... Tutto è per noi perduto Se ti discopre alcun : più d' Odoardo 11 perfido Cumino abbiam nemico: Giura tacer.
Bru. Per te lo giuro o amico.
Val Odi : tumulto è intorno:
Stuolo di duci e di guerrier si avanza , Cheti osserviamo, ed abbi in me fidanza.
(si ritirano)
SCENA IV.
Escono tumultuando i capi scozzesi seguitati da molti guerrieri.
Coro 1 1 on più dimora: andiamo... 1 Stolti, fermate . . . udite . , . ] Le porte all' Anglo apriamo. \ Codardi in pria morite. Divisi! Chi fia cotanto audace
[ Che al consiglio s'opponga?... Val. (si presenta, e si scopre) Io. Coro Cielf Vallace!
F^Figli di Scozia, qual vilUide è questa? Qual codardo consiglio? In chi fidate? Da chi pace attendete? ah! da voi stessi Le catene vi ordite , La patria speme , e il vostro re tradite. Coraggio, o miei compagni:
PRIMO. (3 Bruce per me vel grida ; egli di Francia i Che asil gli diede, ed armi Formidabil già move , e a voi mercede Reca di vostra fede — il noto grido Della mia voce udite . . . Figli di Scozia i passi miei seguite. Coro Sì, ci guida alla vittoria
Nostro duce , nostro amor ; Posta è in te la patria gloria , Noi sarem possenti ancor, Val. Prodi amici , ai vostri accenti
All'ardor che il sen v'accende , Dolce gioja in cor mi scende, L'alma, mia maggior si fa. Coro Sì , saremo ancor possenti ,
Sì , la Scozia vincerà. Val. Il bel desio che vi anima 11 vostro nobil zelo, Tutto il favor del cielo Oggi in battaglia avrà. \ QuA polve in faccia al turbine Coro i Sparso il nemico andrà, {partono Uilii)
SCENA V,
Sala nel palazzo di Cumino.
Cumino e Giovanna.
Cumx^ì: non temer, i nostri patti appieno Odoardo accettò^ Mira : io di Scozia Governator, sposa al real ministro Elena tua , tu dell' estinto sposo Erede sola , e la più ricca e grande Donna del Regno intero. Vedi, o germana, se a cagione io spero.
ti
ATTO
Qio. Cumino > i dubbi miei
Sgombra appien questo foglio. Olà qui tosto Dalle chiuse sue stanze Elena scenda , E T immutabil suo destino intenda. Cum.lo ti prevenni , ella già n ebbe il cenno , Nè a comparir fia lenta. Eccola.
Gio. ( O mia vendetta, or sei contenta).
Chiamarmi or voi ? Dovria celarsi al sole Ogni Scozzese in questo giorno orrendo Per non veder come la patria pera.
Cum.E tu far senno oggi dovresti, altera. E lo farai, che della pace sei Patto primiero tu. Sposa a Valenzio Oggi a Dumbar ne andrai.
Eh Sposa ad un Angìo Elena Mar ? Giammai*
Gio, li tuo rifiuto, o slolta,
Mal tu colori ; di Vallace amante Ti palesasti assai.
Et. Vallace ! ... Io V amo
Qual debbe cittadina amar 1' Eroe Salvator della patria e difensore , E T amerò finché mi batte il core.
Di un amor che il vol^o ignora Mi lasciò partendo un pegno, Odio eterno , eterno sdegno Pei nemici a me lasciò.
Se mai fia che torni ancora , Che il serbai gli mostrerò.
SCENA VI
Elena e detti
mio ritiro
PRIMO. i5 Cum. e Gio. Folle speme , in questa terra Non vedrai mai più l'audace.
Grida di dentro. Viva Scozia ! agli Angli guerra ! Cum. Gio. Che mai fu ?
SCENA VII.
'diami capi Scozzesi del partito di Cumino entrano precipitosamente, e detti
Coro JTorhò Vallace.
Cum. Gio. Egli?..* Oh rabbia!
El. Oh mio contento l
Coro Torna pieno d> ardimento :
A pugnar le schiere accende , E già mosse incontro al Re.
JE&. Di si barbare vicende , (lieta) Cara Patria , avrai mercè.
Cum. , Gio. e Coro.
Il destino che l'attende Oggi ancor vedrai qual è. EL Quanti la Scozia — Ha giusti e prodi Saran del nobile — Guerrìer custodi: Un Dio benefico — Lo salverà. O amico tenero --Or che ritorni (da se) Per me cominciano — Più lieti giorni Per te quest' anima — Respirerà.
Cum,, Gio. e Coro.
Taci : nasconditi — Ai nostri sguardi : Del folle pasciti — Amore ond' ardì Amare lagrime— Ti costerà. ' (Cum.
parte col Coro)
i6 ATTO
SCENA Vili. Elena e Giovanna.
Gio> Alle mie stanze, o servi,
Costei riconducete , e custodita Gelosamente sia. Saprai per prova Se qui Cumino o ii tuo Yallace impera. Chi son vedrai.
Eh Matrigna a me sei vera. 1
Or pensa tu se appieno Te conosco e Cumin. Lui strugge insana Ambizione e invidia rea , te punge Di vendetta desio. Fitta nel core Porti la spina dì sprezzato amore.
Gio. Audace , Y ira mia
Non irritar di più: dal mio cospetto Togliti, e trema.
El. 11 mio destino aspetto, (parte)
SCENA IX.
Giovanna sola.
Di mia vergogna estrema
Consapevoli entrambi , ii giorno è presso
Che su voi piombi il mio furor represso.*
(parte)
PRIMO. 17
SCENA X..
Tenda di Odoardo aperta da un lato , dal quale vedesi il campo inglese.
Odoardo vestito di tutfarme, ed accompagnato da suoi Scudieri»
Od. fUunge, o Scudier, quest'elmo: in lui l'impronte Veder non voglio del nemico brando. E tu pur Junge , o ferro , inutil peso , Del sangue di Vallace ancora asciutto ... Oggi perdei , fuor chè la rabbia , tutto. O Scozia! ognor di mano Mi fuggirai tu dunque? ah! no: mi resta Una via da tentar. Vedasi alfine Questo fatai guerriero : Se vincer noi poss' io , sedurlo io spero. Ma se quei cor superbo Confida in sua fortuna, E ricusa ogni offerta ed ogni dono?... Ebben: si pugni... ancor lo stesso io sono* No , che non sei nell* anima
Spento, o valor guerriero:
Del foco tuo primiero
Tutto m* avvampi ancor. Presenti pure ostacoli
Ai passi miei la sorte ,
Fermo saprò resistere ,
Saprò lottar da forte ;
Maggior sarà del vincere,
Del trionfar Tonor.
ATTO
SCENA XI.
Glocester ed Odoardo
I chiesti ostaggi
Vallace accolse , nè mostrossi schivo Di venir teco a parlamento. Io stesso, Onde al passaggio ei non trovasse inciampo , Scortar Io volli , e meco è giunto al campo. Od. Va, l'introduci. (Gip.) Ecco, Odoardo, il punto Di far forza ai tuo cor; modi, e favella, Usar ti studia al tuo nemico in faccia , Che preghiera non sia, non sia minaccia.
Val. Oignor , non mai creduto- Io mi sarei , che 15 un dell' altro a fronte , Fuorché in battaglia , conducesse il fato Della Scozia il nemico , e il difensore : Ma poiché volgi in core , Come fama parlò , desìo di pace , Venirne a te non ricusò Vallace. Od. Nemico della Scozia
Tu mi facesti. Io coli' acciar difendo 1 sacri dritti miei , ppichè coli' armi Impugnarli vi ardite , e calpestarli , Ribelli voi .... Val. Ribelli noi ! che parli ?
Qual sulla Scozia dritto Vantar tu puoi che sacro sia ? Non quello
SCENA XII.
Vallace , ed Odoardo.
PRIMO. 19 Che da Baliol ti venne: In lacci stretto Rendesti il serto , che con arti inique Togliesti a Bruce. Ma se a me ribeile Pensi parlar tu Re , patto di pace
I Da propormi non hai.
Od. Sì pace io t' offro : abbiam pugnato assai. Odi. Te prode estimo , E perchè prode ambizioso. Al soglio Hai volto il cor, ed a te darlo io voglio, Eccoti in brevi accenti
Mia brama espressa. A me tu Scozia cedi $ A te T Irlanda io dono. jPai.Re sarei senza te se ambissi il Trono. Arno la patria , e a vendicarne i mali E a renderle i suoi Prenci , il braccio armai; Nè la sua speme io tradirò giammai. Od, Senti : s è ver che tanto
Il Patrio ben ti prema , Salva F afflitta Scozia Dalla rovina estrema ; Air ombra del mio soglio Felice ancor sarà. Val. Scorre tutt' ora il pianto
Che tu versar le festi, , . Perch' io ti possa credere , Perchè dall'armi io resti: « Assai provò la misera
Qual' è la tua pietà. Od. • (Col tuo linguaggio audace
Appien qual sei mi scopri: L* onta di cui mi copri Cara ti costerà.) Voi. ( Con tua bontà mendace
Sedurrai invan t' adopri : Chiaro il pensier che copri L' offerta tua mi fa* )
so ATT 0
Od. Dunque sdegni e pace e trono?
Val. Patria , e onor a te non Tendo
Od. Meglio pensa ....
Val. Fermo io sono.
Od. Avrai guerra ....
Val. E guerra attendo.
Od. Della Scozia il fato estremo
11 tuo labbro pronunziò. Val. Se minaccia , ed armi io temo
Questo giorno assai mostrò.
Od. Trema : A distruggere — Tua folle sperile Di quanti ho popoli — Raccolti insieme Tutta la Scozia -- Inonderò. Val, Vieni : per compiere I tuoi disegni
L'armi non bastano — De' tuoi tre Regni Per fin che stringere — L' acciar potrò.
SCENA XI l'I.
Campagna presso il campo di Vallace circondato da dirupate montagne , sulle quali vedonsi da lontano sparse le tende dell5 accampamento.
È notte.
Alcuni Bardi seduti sulle rupi cantano le loro canzoni della sera. .
Coro Con fioca luce , e pallida Saluta i colli il sol. Declina , e avvolti in tenebre Restano il cielo e il suol , Natura è mesta. Oh Sol 1 la tua carriera Domali riprenderai, L' Eroe che giunge a seni Chiude per sempre i rai. Pià non si desta. {si disperdono)
PRIMO.
21
SCENA XIV.
Wallace solo , indi Elena in abito da guerriero.
Wal^ecnro è il campo, e sulT opposta riva Regna silenzio nè risplende un foco Nelle tende nemiche. Or puoi tranquillo Riposarti , o Vallace , ed un pensiero Volgere alfine al tuo privato affetto, Elena ! Oh caro oggetto , Domani io ti vedrò. Deh tu perdona Se finor non m' offersi agli occhi tuoi Pria la patria mi preme , Elena poi. Ma qua! Guerrier si avanza Chiuso in suo manto ! Olà cfii sei, che ardisci Muover lunge dal campo il piè fugace ! EL Figlio di Scozia io son , chiedo Vallace. JPaLTu T hai presente.
El. (riconoscend. ed appressandosi) Oh gioja ! Te vedo alfin. O della Scozia amore , Terror dell' Ànglia al fianco tuo pur sono !
Vai. Della tua voce il suono
Conoscer parmi : eppur del tutto ignote Mi son Tarme che vesti. Or di, guerriero, Qual te muove cagione a ricercarmi ?
El. Nobii desio Soffrirti il core, e Tarmi. wLa giovinezza mia
»Adopra io prego , e fa che ignoto io resti , m Finché non abbia il vanto »Di vincer teco, o di morirti accanto. JPai.Gentil guerriero , a te da questo istante Fratel son d' armi ; in te segreta hai forza Che ad amarti mi spinge.
El
lo da gran tempo
22 ATTO
Sono ad amarti avvezzo : in me destava
E manteneva in me fiamma sì bella
Elena Mar. Val. Elena Mar ? favella :
La nobil donna ov'è ? El. Costretta a nodo
Che più di morte abborre , al nuovo giorno
D'infausto imene arder vedrà la face. Val.Non sarà mai finché vivrà Vallace,
Addio.
El. Ferma : ove corri ?
Val. A* suoi tiranni
Corro a rapirla. El. Ah no ti perdi.
Val. . Io perdo
Più che la vita in perder lei, El. Deh ! sentì
Val.lnvan fermarmi tenti.
El Ah ravvisami alfine. (scoprendosi) Val. Oh ciel 1 che vedo !
Elena i alla mia gioja appena il credo. El. Per te fuggo il patrio tetto ,
Da te sol conforto io spero :
Difensor d' un regno intero
Non negar difesa a me. Val. Innocente e caro oggetto
De' segreti miei pensieri
Nel mio core invan non speri,
I miei di consacro a te, El. Oh contento ! Val. Oh lieto istante !
El Dolce amico !
Val. Cara amante I
a 2 Questo amplesso che ti dono
Pegno sia d'eterna fé; J^Z.Yieni: in securo luogo, ove non possa
P R I M *5
li aggiungerti Cumino Ti condurrò , mio bene. 0. Andiara . . . *) 0h cielo !
*) (salgono il colle : intanto il cielo che h& principiato ad annuvolarsi minaccia pro- cella) Qual triste augurio ! Val. Ti conforta : è questa
Passeggera tempesta... (odesi da lontani &uon di trombe 9 e rumor di battaglia) Eh Odi . . . d' intorno
Squilla bellica tromba. Voci da lontano Yallace ! , .
El. Ah ! di quai grida il ciel rimbomba? (si fer- mano ambedue costernati)^
SCENA XV.
Escono da differenti luoghi i Bardi, con somma costernazione.
Coro Compiuto è il tradimento ,
Più scampo o Dio ! non v' ha^
L'astro di Scozia è spento .
Più non risorgerà. Val» (correndo dal colle) Giela ! che sento ?
Bardi , udite , parlate. EL (stringendosi a Vali) Oh ! mio spaventò? Coro Dal reo Gumin chiamato
L'Inglese il campo inonda.
Fuggi* te preme il fatoj
La morte ti circonda :
11 ferro d' Odoardo
Sul capo già ti sta, El Ah ! fuggi pex pietà.
Fugga il codarda 3
^4 ATT O
Io morrò , ma il traditore
Mi preceda. (per partire)
FA. (arrestandolo) Ahi ferma... ah m'odi.
Val. Quando pere il patrio onore
E' la vita infamia ai prodi.
JEL Deh ! ti arresta,
Val. Cessa « . . Addio.
SCENA ULTIMA.
Tutte le rupi sono ingombre delle truppe Inglesi: esce da un lato Cumino coi suoi partigiani P dall' ai irò Odoardo con gran seguito d'armati
Cimi. 1^ erma il passo.
Val. ( scagliandosi sopra di lui ) Traditor.
t um. Si disarmi.
MI [stringendosi a Val.) o amico mio!
$ um. òian divisi.
ML e Vai. Oh mio dolor ! (Vallace
si copre il capo col suo manto. Eie* na circondata dai seguaci di tj limino e in otto di estrema dt sol azione. / Uardi t or turni ed immobili tengon gii occhi rivolti a fallace. In que- sio si diffida Odoardo) Od. desti alfe* superbo
Del mio potere oppresso :
La morte « cui li serbo
jf\l(iii t ;3.ìu)iuìz\o io slesso,
I ìb fia \A che il mondo
Inaridir ihrk.
C'oro sorto voce,
I\e" ^uo dolor profondo la, e ed i àufoóVó sta*
PRIMO,
Tutti
Vtd. Reggi o mio cor eia forte
A questo amaro isLante :
Si sfoghi F empia sorte 9
Patria m'involi , e amante,
Ma non mi tolga aimen
La mia costanza. El. Notte ti addensa 9 e dura
Sempre per me sì orrenda
Pria che a maggior sciagura
Infausto ii So) mi splenda :
Morir coi caro ben
Solo mi avanza. Od. Cnm.Di sua vergogna estrema
Pasciti o cor beato.
Innanzi a me pur trema
Questo Guerrier vantato . . .
Ecco prostrata appien
La sua baldanza. i/ci aOdSÌ silenzio in cui mi vedi
Non è figlio di spavento:
Penso al nero tradimento
Che ti fece vincitor
a se meco oppressa credi
Della Scozia la virtù de
Mal t' apponi : in sen pur chiude
Un eroe vendieator. Od. Folle ì
Cura. Stolto ! E' tal dei vinti
V**no sfogo e speme estrema.
Val. Benché tutti i prodi estinti
Fosse r meco , indegno trema 9
Non potrai sfuggire al cielo
Dei felloni punii or. scoppia fa tempesta)
Coro Tr^ma indegno : irato il cielo ^sotto voce) Già t'annunzia il suo furar.
ATTO PRIMO
Tutti
Liei che m'odi, e a me rispondi Col fragor della tempesta , 11 mio Prence agli empi asconc Tu soccorso , e ardir gli presta Se alla Scozia éi fia serbato L'alma in morte esulterà.
Elen. e Coro.
Tuona o cielo, ed alle ultrici Tue saette il freno allenta: Della Scozia i rei nemici Tu scompiglia ta spaventa : Al guerriero sfortunato ISfon negar la tua pietà.
Cum. Od.
Taci insano : pria che scenda Sul tuo capo estrema pena, Tu vedrai di strage orrenda tlfcozia tutta ingombra e piena A compianger il tuo fato .Niun ribelle avanzerà»
Fine dell9 *dtto priiwk
27
ATTO SECONDO.
SCENA PRIMA.
Atrio delle carceri di Stirlinga , fiancheggiato da torri. IJ ingresso è chiuso da un cancello.
E appena giorno.
Due sentinelle inglesi passeggiano sulla porta d'una torre, e due altre custodiscono il cancello. T^arj Uffizioli e Soldati sopra alcuni sedili di pietra sono assisi a gruppi qua e là favellando fra loro.
Coro.
Parte i.a Spunta il dì: più. non ci desta Delia tromba il fiero squillo : % Voglia il eiel che sì tranquilla
Abbia accora a declinar. 3. Alla Scozia che più resta,
Quando fia Vallace spento? k 4- Le rimane V ardimento , Che risveglia il disperar. Tufti Voglia il ciel , che sì tranquillo ,
Abbia il giorno a declinar, (pdest fuori del cancello un preludio d'arpa. Tutti porgono l'orecchio; e una voce canta le seguenti parole) , ^
Voce Guerrieri, al flebil suon dell'arpa mia Pietà vi parli al c©r. Chiuso l'ingresso ai passi miei non sia Qui itti conduce amor.
(un momento di silenzio)
2$
A T T O
Tutto il Coro.
EgH è un Bardo; in queste mura Prigionieri ha forse i figli : Compian3i.ar.11 la sua sventura; Si soccorra, si consigli: De* guerrieri il primo vanto Esser deve la pietà.
Gli Uffizioli fanno aprire il cancello, ed introdu- cono Elena sotto le spoglie di Bardo.
Eh vTenerosi guerrieri , il oiel vi renda Del vostro oprar cortese Quella mercè die non ricusa mai A chi porge conforto all' altrui pianto. Uno del Coro
Tu giovinetto, tanto Già sì misero sei ? Eh Misero appieno : il mio gerrnan perdei. Prigioniero ei restò : deh ! se fra queste Chiuse torri ei sospira, a me ' concesso Sìa di vederlo : un solo istante almeno Schiuso il career mi sia dell'infelice. Uno del Coro
Fra quelle mura penetrar non lice. Sol se ai prigion fia dato Respirar in quest'atrio, ailor potrai Al gerruan favellar.
Non ricusate almen. Se i canti amate , Benché giovane Bardo e ignoto ancora ,
Appagarvi poss' io.
SCENA IL
El
Ch'io quivi attenda
SECONDO. 29 Uno dei Coro Giovia cortese !
La nostra inchiesta prevenir ti piace. EL (Cielo! La voce mia giunca a Vallnce.)
{siede e canta accompagnala colV arpa) O guerriero sventurato Ti conforta. Ogni speme contro al fato Non è morta. Se l'amante è a te rapita. Se più bea per te non v'ha, A sostegno di tua vita Wik che vegli Y amistà, (tace: una vo- ce dalla torre canta sulla medesima aria le seguenti parole} Se Famante mi è rapita ,
Se più ben per me fiori v'ha , La mia gloria, e non la vita Serbi illesa Y amistà. El. (E' desso... egli nrin k k& s Uno del Coro Odi : ai tuo canto
Risponde un prigioniero. Segui.
j£ì. (Oh' ei mi cbmprfetìéa io non dispero.)
Di tua gloria non ila spento ' Lo splendore : Tutto invoU un tradimento; Non l'onore. De* tuoi fatti, o mìo guerriero Ogni labbro parler •!. Dove taccia il mtmdo intero Non fia muta l'%rcj$èf(l [tace di nuovo^ e pòrge V orecchia ; la voce più non risponde)
( Più non risponde ... la speranza mia Non deludere o sorte) {si accinge a proseguire) Uno del {'oro
Taci: delia prigion sapron le porte*
5o ATTO
SCENA III.
Elena sorge; escè'dalla torre Glocester che accompagna Vallaci
#1. ^i^ieni , Signor. Tutti, qual tu gli estimi, Non son crudeli i vincitori tuoi : .Qui respirar tu puoi Liberamente , fin che al gran consesso Non ti chiami. Odoardo. {Vali, si avanza,, e riconosce Eh, che a lui intenta gli ac- cenna di tacere) Val. ( E" aessa,)
MI . (E' desso,)
Val. t (Ah! se del caro principe
I Da lei novella avessi ! Eh | Ah ! se di Bruce esprimere i I sensi a lui potessi ! j Maggior sarebbe ii giubila a2{ Che nel vederlo io senta ìf al. \ 11 mio destin terribile Incontrerei contento.
é • queir anima Provar potna * .>
* quest animai
Qualche conforto ancor.)
Wal, % Bardo i tuoi canti giunsero ,
Dolci al mio spirto e cari.
1 casi miei son pari
A quei del tuo guerrier.
Eh O difensor di Scozia t
Pari ne avrai la sorte
Di sua prigion le porte
Egli mirò cader.
Val Chi lo difese ?
Ei^ Un tener®
B* armi fratel leale»
SECONDO. Si Val. A Bardo ! i miei mancarono
El. Nòn il maggior.
Val. Ah ! . . . quale ?
EL (con altra intenzione accennando il Cielo )
Quello che in ogni impresa ' *
Fu sprone al tuo valor.
>nL - • i io T ho a 2 (Oh gioja! £ m» jia compresa.
Alfin respira il cor.) (si sentono tre voci di tromba, il Coro, e GL si avanzano) Gl. Coro. Odi ? radunasi
11 gran consesso. Vieni ; il terribile Istante.- è presso , Che perdi o salvi Vita ed onor. Val. Bardo , a miei giudici
Vado contento : ; Trovato ha Y anima 11 suo vigor. EL Vanne : ti seguono
I voti1 miei Te della Scozia Segue T amor. Val. Oh ! amico abbracciami
JEl. O Eroe diletto !
ti 2 Ah I nello stringerti
A questo petto 1/ ardor che m? anima Si fa maggior, (partono}
52
ATTO
SCENA IV.
Sala del palazzo di Cumino come nel primo Atto occupata da Odoardo.
Cumino , e Giovanna.
Cu. Cessa : nei dubbj tuoi
Tropp* oltre eccedi. Gio> A che si aduna dunque
De' guerieri il consiglio
Se Odoardo per-sutoù&.^ua. vendetta,
Se la morte evitar non può' Vaìiace ? Cu. E di placarsi credi il Re capace ?
Folle ! tranquillo mai
Odoardo non fi a i finché respira
11 suo maggior nemico ; e quindi ha fermo
11 suo morir; ma di giustizia è d uopo
Dargli apparenza almen, non. di vendetta.
Dopo il consiglio a giudicare aspetta»
Mira : di già s avanza
Co' suoi più degni il Re: parti, ed intanto
Coi fidi tuoi t' adopra
Chè d' Elena l'asilo a noi si scopra. (Giov.
parte)
SCENA V.
Odoardo con gran seguito cT Uffizioli inglesi % e Cumino.
Od. Cj^uerrieri , alfm più giusta
L'Anglico ardire secondò fortuna,
E in una sola sotte
Sa noi spiegando lz vittoria i vanni
SECONDO. 33 Ne compensò d'un lustro intero i danni. Nulla più vieta a noi d'usar sui vinti Dei vincitore il dritto, e a me primiero Nel gangué di Vallaee L'oltraggio vendicar del Regno inglese; Ma che private offese Punir io tenti col poter del soglio Come crede la Scozia , udir non voglio, lo ripongo in vostra mano 11 poter che a me si spetta ; 11 perdono f o la vendetta Sol da voi dipenderà. Coro Sire, a noi noi fidi invano :
Sempre intatto resterà. Od. (Brevi istanti in faccia al ragno Fingi , o cor, tranquillità: Più terribile lo sdegno Sul nemico piomberà.) Sappia da voi la Scozia Qual giusto fren la regge ; Che a rispettar la legge Primiero ognor sarò. Ma sappia ancor, che i perfidi. Perseguitar saprò. Coro Saprà che la giustizia 11 trono tuo fondò. Od. Tu , che in mia vece io destinai custode Della sorte di Scozia , al gran consesso Tu presiedi , o Cumino. Cum. ( Or sei perduto
Veramente, o Vallaee.) Od. E voi miei fidi
Tutti d'intorno a lui loco prendete. Olà guardie: Vallaee introducete, (siedono tutti. Cumino in mezzo al consiglio. Odo- ardo separato da tutti)
4 ATT O
SCENA VI.
fallace e detti : Egli è condotto da Gìocester in mezzo alle guardie : queste si schierano in fondo alla sala.
Val. ( C-iiel ì qual consesso è questo, e qual vegg'iò Arbitro di mia vita. {osservando Cum.)
Preside infame ? ) Cum. Avanzati. Val, ( Codardo \
Frenar non posso il mio dispetto estremo,) Cum JJ disti ? Val, Udii. Cum. Tremi Vailace?
Val. (con forza) Io fremo.
CWn.Sai tu per qual delitto
Tratto ne vieni in ceppi , innanzi a questo
Augusto tribunal? Val. Assai mei dice
L'ufficio a cui sei scelto. Altro delitto
Punir non può Cumino
Che l'amor per la patria, Cum. Invan pretendi
Con questo amor di patria,
Coprir tua fellonia. Contro Odoardo
Sollevasti la Scozia, ; Val. E ver.
Cum. Pugnasti
Contro il tuo Re. Vali Di' contro il tuo : non ebbi,
PTè avrò giammai finché vedrò la luce
Altro Sovrano, altro Signor che Brace, (a queste parole Odoardo si scuole] 'Od. Dove il vedesti tu ? Come di tanta
Amistà de con lui .stringesti il nodo?
SECONDO. SS
Svelami il suo disegno 9 Nulla tacermi. Val. Il suo disegno?... il sai.
11 tuo terrore lo palesa assai, (rapidamente è
crescendo di forza) Ma dovrei sia , nè tu, nè forza umana Farmi svelar potrà. Sappi soltanto Che al fianco mio quel prode Jeri pugnò ; che al tradimento infame Della trascorsa notte ^ Lo sottrasse il destin , che un giorno ancona Innanzi tei vedrai sangue per sangue A domandarti, o crudo, e a vendicarmi. Od. Perfido ! il suo ritiro hai da svelarmi. ( al- Valsovi lo sperar. zandosi) Od. Giudici , qua! si aspetta
Castigo al traditor ? Curri, (tutti si levano) Supplizio orrende, CoroDei malfattpr la morte.
SCENA VI L
Elena , e delti.
Èl. (indietro) ( \Jfh ! ciel ! che intendo ? ) Od. Udisti! il tuo destino {a Vali.)
E' proferito. Val. Io so sfidarlo.
Od. E vita
Avrai se parli , se di Bruce sveli
A me l'asilo. Val. Con infamia tanta
Io non compro la vita. Od. ^ Olà , "Cornino*
Sia tuo pensiero d'inviar per tutte
Della Scozia le vie
36 i* ±
Pronti e fidi emissari enti e in mia mano
Bruce pur cada. *) E tu, superbo, alfine,..
Esci dal mio cospetto *) (Cam. parie)
E al supplizio ti appresta.
Guardie ; sia tratto al suo destili. EL {precipitandosi nei mezzo) Ti arresta,
KaLCiel I chi vegg'io? ^ * Od, Chi sei ?
Da me che vuoi ? EL Sposa a Valìace io sono.
Conosco il suo segreto . . , Val. Elena I
EL Ei viva . . ,
Io parlerò per lui. Od. Sì: tei prometto...
Favella. VaL Elena !
EL Sappi . . t
Val. Ah f cessa : invano
Salvar mi vuoi : per questa man trafitto
Tu spirar mi vedrai te detestando,
E il tuo vii tradimento , alma infedele. EL Oh ria minaccia : ... oh ! mìo destin crudele !
a 3
VaL Deh ! tu queir alma debole
Reggi un'istante, onore.
Porgile contro amore
Tutta la mia virtù. EL Ciel , come mai resistere !
Come tacer s ei more !
Ah t d'un* amante il core
INon può soffrir di più. . OcZ. Parla : tu puoi sospendere {ad EL)
il giusto mio furore ;
Egli è perduto , ei more
Se non lo salvi tu.
SECONDO. 5^ Od. E a tacer tu segui ancora?
Perir lasci il tuo diletto ? Val. Deh ! rammenta che la Scozia
Salva o perde un sol tuo detto. El. O terribile cimento !
Che risolvo? Oh Dio! che tento!
Ah ! la patria salva s?a;
"Vero Eroe , morrò con te. Val. Degna amica, e sposa tuia
Cara appieno or torni a me. Od Audace coppia!
Soffersi assai.
Ai tuo supplizio (a FrtL)
Fellon ne andrai. Perpetuo carcere (ad EL)
Te chiuderà. Coro Sì ria baldanza
Eguai non ha.
Tutti
Val. El (fra di loro) Od. Coro, (fra di loro)
Costanti e intrepidi Ailor che il perfido Moriamo insieme , Vedrà rapirsi
Ed alla Set zia Quell' alma debol©
Lasciai» la speme Dovrà pentirsi ?
Che grande e libera A noi resistere Ancor sarà. Più non potrà.
( 0(J. parte: Il guardie dindono Vali td El*, à
smi !■# ariìbi ir ostinati fuori delia sala da diversi
lati* intanto (fóce Giovanna.)
m ATTO
SCENA flit Giovanna e Glocester.
Gio. Che vedo? Elena è quella! Elena fra custodi !
Gì. In nostra man#
Venne spontanea a darsi L'animosa donzella. A lei di Brace Noto è T asilo ; e ceppi elesse , e forse Barbara morte ancora Pria che svelarlo al re*
Gio. La sua fermezza
Mancar vedrai , quando mancar si veggia Il traditor per cui di senno uscia. (pdesi da lontano suon d'allarme)
Gl. Taci . . . squilla la tromba.
Gio.{ambidue movendo si per uscire) U dialitiche fia?
S C E N A IX.
Cumino affannoso e detti.
Ckm.Ov' è Odoardo? Il Re si appelli.
Gio. % Oh Cielo l
Smarrito sei ! Che avvenne ? Cwnw II campo inglese
E del tutto disperso , e de' nemici
Ingombra la città , sotto le spoglie
Delle nostre milizie entrar furtivi
I ribaldi scozzesi , e li conduce
Formidabil guerrier. Gl Bruce ?
Gum. Sì: Braot;/
G onasi . * . Oh instabil sorte
SECONDO. % Mutarti ancor vorresti ! A queste mura (a O germana, provvedi. Il loco mio Gio.) Espresso al Re. (a Gl.) Meco tu vieni. Addio,
(parte con Gloc.$
SCENA X.
Giovanna sola.
v^he intesi? 1/ odio mio Non fia pago^giammai ? Contro a Vallate Avrò tramato invano, Invan la Scozia annata, ed il germano? Dunque per mio rossore Il superbo vivrà? vederlo in braccio Alla rivai degg'io?... vedrò schernito L'impotente mio sdegna, e il mio dispetto? Crudel destino! oh! quatte smanie ho in. petto. Ah ! se ha da vivere
11 mio nemico
Novello aggiungasi
Air odio antico ,
E piombi in Elena
Il mio furor. Non men terribile
Fia la vendetta
Che contro il perfido
Sospira e aspetta
L'inestinguibile
Sprezzato amer, (parie)
A T T O SCENA XI.
Carcere sotterraneo.
Alena sola } poi Guerrieri scozzesi.
Innesto che mi circonda Tacito orror è del silenzio ho mago Che nelle tombe regna; e voi fra poco La tomba mia sarete, orride mura- Pur mi saria rnen dura OfTgi la morte, se nell'ore estreme Ertggio avessi di speme Che Vallace ancor viva . . . Ma di questo conforto il ciel mi priva. Forse estinto in questo istante Sei raduto o caro amante, Me chiamando nel morir. Non temerceli' io viver brami; Tronchi morte i miei legami, E avrai sóìè i miei sospir. (odesi fragor Ma qua! da lunge ascolto lontano) Indistinto fragori Cozzar ai brandi... Incalzar di guerrieri... e voci e strida Udir ben parmi... oh quél mi sor^e in petto Improvvisa sptranztfi Alcune voci confuse di lontano. Elena! El. Oh Dio!
liisuona il nome mio!.'.. O m'inganna il desir? Xe voci più vicine Elena! EL % Ah certo
II mio nome suonò... forse... Ah non poss* Reggere ai moti onde il mio core è scosso.
S E COND O. 41 Ciel che un baleno splendere Fai di lusinga al san , Pria che si torni a spegnere Dammi eh' io mora alraen , Morrò contenta.
Coro dentro la scena a gradi a gradi più vicino.
Scendasi: è questo il carcere Ove gemendo sta. Le porte infrante cadano, Si salvi la beltà 9 Se non è spenta. Coro in iscenaVieni , consolati f
Vallace ha vinto; GÌ' inglesi fuggono, Cumino è estinto. A questa involati Stanza d' orror. EL A tanto giubilo
Non credo ancor. Ah! quante lagrime Mio caro ben e , Mi han fatto spargere. Le tue catene f Alfm dimentica Contento il cor: Per me si cangiano In questo istante In dolci lagrime Di gioja e amor. Coro A questa involati
Stanza d' orror.
$ ATTO
S G E N A XI I.
Interno della città di Stirlinga come all'atto L Capi Scozzesi, Soldati e Popolo. ^Escono al suono di lieta, marcia.)
Coro generale
JLode e plauso al Liane di Scozia Nostr* amore , nostr unico vanto ; Viva eterno dei Bardi nel canto , Viva eterno dei prodi nel cor.
Pur domò d* Odoardo Y orgoglio , Pur di Scozia spezzò le ritorte > Sol per lui della patria la sorte Ha cambiato il sinistro tenor.
Salga alfine di Scozia sul soglio Chi di Scozia ha salvato T onof.
SCENA ULTIMA.
Vallace e Bruce con molto seguito Odoardo disarmato e molti inglesi prigionieri , indi Elena.
Vaie* cozzesi % al vostro amore
Grato son io; ma di sì lieto giorni Non è dovuta a me tutta la gloria. Di così gran vittoria Ecco l'autor primiero; a lui si prostri Ogni fido scozzese , e in lui ravvisi Del sangue de* suoi Re T unico avanzo, La speranza del regno , L' inclito Bruce.
P<H*> Oh gioja !
SECONDO. 4S Br. (a JP'al.) Oh mio sostegno !
pral.Ecco per chi pugnai ,
Per chi giurai versar il sangue mio. A salutarlo Re primo son io. 1/ esempio mio seguite, Inchinatevi tutti al regio piede. TuttiSì: viva Bruce! A Bruce omaggio e fede.
(prostrandosi)
Br. Sorgi, mio solo amico, {sollevando Val.)
Sorgi , e mi abbraccia. Od, (avanzandosi) O di virtude e onore
Vero specchio , Vallace : al cor mi fai Irresistibil forza. Io da te spinto * Obblio T antico sdegno , e aìfm di Bruce Riconoscendo i dritti Pace gli chiedo. Br. E più che pace , io t'offro
U amistade di Bruce e di Yallace. W^dtJLz confermo. Od. L' accetto.
Tutti Oh bella -pace i
Val. Questo istante, o Prence amato , Tutti colma i voti miei : Ti sorride amico il fato , Te suo pari abbraccia un Re. Del mio sangue io non potrei Desiar miglior mercè. Br. Ceneroso 1 Od. Cor magnanimo!
Tutti Qual eroe somiglia a te ?
(esce EL, Val. le va incontro) P~al* Or che il dover di suddito
Da me compiuto è appieno, Mia dolce amica , appressati , Ti abbraccio e stringo al seno , Ti giuro eterno affetto , Ti do la destra e il coj.
ATTO SECONDO. Oh! sposo! al mio diletto JNon presto fede ancor.
Tutti.
Beli' alme, il vostro affetto v Duri felice ognor. Oh ! bene sfidali
Perigli e cimenti!
Oh ! bene versati
Sospiri e lamenti !
Se premio si rende
Di tante vicende
La patria ed il principe >
Amore e beltà*
Tu tti.
Sì , d' ogni vicenda Mercede ti renda La patria ed il principe f Amore e beltà.
Fi n E